25 giugno – Linee guida produzione primaria del miele

Martedì 25 giugno alle ore 14:30 si terrà il corso di formazione/aggiornamento dal titolo: Linee guida per l’applicazione dell’auto-controllo igienico-sanitario alla produzione primaria del miele.
Il seminario è rivolto a tutti coloro che lavorano e commercializzano il proprio miele, o che hanno intenzione di inziare a commercializzarlo.
L’incontro ha una durata di 3 ore circa e verrà realizzato tramite la piattaforma Zoom.

Nell’iniziativa verranno fornite pratiche indicazioni sulla gestione delle registrazioni necessarie e obbligatorie da raccogliere e conservare in azienda e verrà fatta una panoramica delle buone pratiche da adottare nella conduzione dell’allevamento e nella gestione delle fasi di smielatura e invasettamento.

Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione comprovante l’aggiornamento/formazione sui rischi igienico-sanitari legati alla produzione del miele.

I soci riceverranno una email con gli estremi per partecipare. Il materiale dell’incontro dopo l’evento sarà reso disponibile ai partecipanti tramite mail.

 

Andamento produttivo di metà stagione – peggio di così si muore

Sono finiti i raccolti di Acacia su tutta la regione e il bilancio è estremamente negativo:

sebbene la produzione non rasenti lo zero come lo scorso anno non siamo lontani da questo valore. Vi sono state delle zone dove le produzioni si sono avvicinate ai 10kg a colonia come alcune aree in Garfagnana, Valdarno e Val di Sieve ma tutti gli apiari di pianura hanno fatto registrare produzioni ferme su 0 kg a famiglia. In medio alta collina e in tutti gli areali toscani non mansionati siamo su produzioni che oscillano tra i 3 e i 6kg.

Manco a dirlo il meteo è il principale responsabile di queste tragiche medie produttive: freddo notturno, vento e il susseguirsi di precipitazioni hanno reso impossibile il raccolto per le api.

Un vero peccato se si pensa che non avevamo avuto gelate tardive come nel 2021 e nel 2023, inoltre la fioritura di robinia, almeno visivamente, appariva imponente e longeva.

 

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Come spesso abbiamo già detto per molte aziende toscane una mancata produzione di miele di acacia, dato il suo importante valore di mercato, condiziona pesantemente tutta la stagione che difficilmente potrà considerarsi positiva.

Purtroppo alla mancata produzione di questo monoflora si uniscono raccolti primaverili nettamente insufficienti. Le basse temperature di aprile non hanno permesso alle api di produrre e gli apicoltori hanno preferito non prendere il poco miele sui melari per non portare le api in stress in vista dell’imminente raccolto di acacia. Le aziende apistiche su costa e isole sono state praticamente le uniche a fare del miele primaverile pre acacia dato che la stagione in queste zone parte molto presto e già nel caldo mese di marzo avevano le api a melario.

Male anche il miele di sulla con una fioritura non bellissima e api che, anche nelle zone più calde hanno dovuto fronteggiare il freddo notturno e il vento.

Al momento le api stanno lavorando sul tiglio cittadino con rese discrete a patto che le colonie siano state manutenute precedentemente in forze dall’apicoltore o provengano da zone in cui vi è stata produzione di acacia.

Fuori città al momento non vi sono produzioni degne di nota con l’importazione di nettare che, nella migliore delle ipotesi, basta appena alle api per mantenere una buona superficie di covata.

Non mancano apiari alla fame che necessitano interventi da parte dell’apicoltore o sensibilmente ridimensionati per far fronte alla penuria di alimento.
La speranza è che le temperature notturne si assestino su valori più estivi senza colpi di calore diurni e che la pioggia caduta alimenti le tante fioriture che in questo momento potrebbero garantire la sopravvivenza delle api.

Purtroppo siamo al secondo anno consecutivo con scarse produzioni e negli ultimi 5 anni probabilmente solo la stagione 2018 registra produzioni soddisfacenti, è evidente che questo trend produttivo non pare cambiare e ciò rende certamente difficile la sopravvivenza delle aziende apistiche.

Giovedì 8 febbraio – Degustazione Guidata di Mieli a Sesto Fiorentino

Giovedì 8 febbraio, dalle ore 17.30 alle 19:30 vi aspettiamo presso la Biblioteca Ernesto Ragionieri, Piazza della Biblioteca, 4 – Sesto Fiorentino per una degustazione guidata di mieli a cura di Arpat.
 

Emily Mallaby, docente dell’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele, guiderà i partecipanti in un emozionante percorso alla scoperta dei mieli di qualità italiani.

L’evento è gratuito e rivolto a tutta la cittadinanza, a chi è interessato a conoscere ed assaggiare diverse tipologie di miele e a conoscerne la produzione.

E’ necessaria la prenotazione entro il 05 febbraio scrivendo ad info@arpat.info o telefonando al 055.6533039 (mart-ven 14-18).

 

Dal convegno Aapi – l’andamento produttivo del miele 2023

Ogni anno in estate l’associazione apicoltori professionisti italiani Aapi si dà appuntamento per fare il punto su varie questioni di interesse apistico, e stimare i primi bilanci produttivi di miele.

Prima del giro di tavolo sulle produzioni il convegno si è aperto con le testimonianze degli apicoltori dell’Emilia Romagna sulle gravi perdite di apiari conseguenti ai fenomeni alluvionali dello scorso maggio. Arpat era presente all’evento e, grazie anche alle rilevazioni comunicate dall’Osservatorio Nazionale Miele, ha raccolto un quadro esaustivo (e negativo) su questa stagione 2023 che sta per concludersi.

Vediamo in seguito le produzioni, fino al mese di luglio, suddivise per regione e tipologia di miele

Acacia

Nel nord Italia abbiamo avuto rari picchi di produzione in Piemonte e Lombardia dove si sono raggiunti rispettivamente i 10 e 8kg ad alveare. Tuttavia tali dati restano più un’eccezione che una regola in quanto la maggior parte delle aziende ha fatto registrare su tutte le regioni del nord medie vicine allo zero.

Non va meglio al centro Italia dove spesso si è prodotto un’acacia non rispondente per colore troppo scuro e quindi venduta come millefiori. Nel Lazio si sono misurati rari picchi produttivi sopra i 10kg ad alveare ma anche in questa regione, come in Toscana, la maggior parte delle aziende non sono riuscite a produrre miele di acacia.

Nel sud Italia è andata addirittura peggio con il poco miele prodotto spesso lasciato alle api e con picchi produttivi che in nessun caso arrivano a 5kg ad alveare.

In definitiva la produzione di miele di acacia 2023 è stata disastrosa al pari, se non peggio, del 2021. Le cause da ricondurre al mancato raccolto sono principalmente di carattere climatico: in primo luogo la siccità del 2022 ha mantenuto le piante in stress, poi la fioritura è stata danneggiata dalle gelate tardive di inizio aprile e infine il perdurare delle precipitazioni a maggio e giugno non hanno permesso la raccolta dei pochi fiori rimasti.  

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Agrumi

Importante monoflora del sud Italia, ha deluso le aspettative per cause climatiche analoghe a quanto accaduto per l’acacia. Le medie registrate vedono in Puglia le produzioni migliori con medie sopra il melario a seguire la Basilicata e il nord della Calabria con medie sui 10-12kg ad alveare; molto peggio nel resto delle regioni.

Sulla

La fioritura di sulla cade in concomitanza con quella dell’acacia ma rispetto a quest’ultima ha un periodo di fioritura più esteso con fiori più resistenti alle intemperie. Per queste ragioni le produzioni sono state migliori con punte di 20kg ad alveare in Toscana, anche se non sempre riconducibili ad un monoflora di sulla in purezza.

Nelle altre regioni registriamo produzioni eterogenee e altalenanti che, volendo estrapolare una media, si attestano a circa 10-15kg ad alveare.

Tiglio

La fioritura di tiglio di pianura si è verificata in seguito alla mancata produzione di acacia con colonie che spesso avevano una grave carenza di scorte. Per tali ragioni molte aziende hanno preferito lasciare il nettare di tiglio agli alveari o smielarlo in un secondo momento producendo millefiori grazie all’arrivo di altre fonti nettarifere. In Toscana, in particolare in provincia di Firenze, e in parte del Lazio si sono viste produzioni (comunque appena sufficienti) e spesso legate a situazioni eterogenee e interventi di nutrizione per tenere le colonie in forze.

Castagno

Il castagno negli areali vocati di tutta la nazione ha medie che oscillano intorno al melario anche se, dalle segnalazioni registrate, pare vi siano state rese maggiori in montagna soprattutto in Lombardia e Piemonte. Anche in Toscana le produzioni migliori si registrano in quota e spesso accompagnate da una buona produzione di polline.

Altri monoflora

A causa delle avverse condizioni climatiche la produzione di miele monoflora primaverile (erica, tarassaco, pero, colza, asfodelo) risulta molto scarsa.

Meglio nella seconda parte di stagione dove sono stati raccolti i seguenti monoflora:

Ailanto: nell’areale limitrofo a Roma 10 kg/alveare;

Cardo: in Sardegna con raccolti scarsi di circa 5-6 kg/alveare;

Coriandolo: registra produzioni molto eterogenee con buone rese solo in Molise mentre nelle altre regioni vocate si registrano i seguenti valori: Puglia medie dimezzate, Marche: 2-6 kg/alveare, Emilia Romagna: 3-8 kg/alveare.

Rododendro: buone produzioni 15-20 kg/alveare Piemonte, Lombardia, Trentino

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Millefiori

È stato prodotto del millefiori primaverile negli areali in cui i vari monoflora sono stati “declassati” a millefiori (vedi acacia e sulla), tuttavia le condizioni meteo non ne hanno favorito una buona raccolta.

Meglio le produzioni di millefiori estivo a partire dalla seconda metà del mese di giugno, dove è stato possibile ottenere discreti raccolti in alcune zone del Centro e del Sud specialmente su piante erbacee il cui sviluppo è stato favorito dalle piogge dei mesi precedenti. La Maremma, ad esempio, ha complessivamente beneficiato delle numerose precipitazioni per le produzioni di millefiori a prevalenza di trifoglio.

Bene anche le produzioni di Millefiori Alta Montagna delle Alpi grazie alle alte temperature: 28-15kg/alveare in Trentino, 13 kg/alveare in Friuli, 25 kg/alveare in Piemonte.

Conclusioni

Senza i nettari primaverili, ed in particolare l’acacia, la stagione 2023 non può che risultare negativa.

Sebbene in estate le condizioni climatiche non siano risultate avverse, buona parte delle colonie non sono state in gradi di sfruttare appieno le fioriture e quindi, anche nella seconda parte di stagione le medie produttive non risultano soddisfacenti.

Purtroppo questo 2023 risulta molto simile al 2021 anno ricordato come il peggiore degli ultimi 50 anni… è forse questa la normalità a cui saremo costretti ad abituarci?

12/9 Tecnici in diretta EXTRA – La tecnologia del miele

Ti aspettiamo martedì 12 settembre ore 21:00 su piattaforma Zoom con Tecnici in diretta EXTRA per il seminario sulle caratteristiche tecniche del miele.

Con Emily Mallaby, docente dell’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele, parleremo di:

– Tecnologia nel miele: processi, cause, difetti
– Le variabili della cristallizzazione e le tecniche di cristallizzazione guidata
– L’apicoltore racconta: esperienze pratiche di gestione del miele di edera, con Michele Valleri

I soci riceveranno una email per accedere all’evento.

1-2-8-9 luglio – Corso di Analisi Sensoriale del Miele, Primo Livello

Sono aperte le iscrizioni al Corso di Introduzione all’Analisi Sensoriale, Primo Livello che si terrà il 01-02 e 8-9 Luglio 2023 presso la sala del Comune di Calenzano – via Roma, 24 – Calenzano (FI)  in orario 9-13 / 14,30-18.

La sede del corso è facilmente raggiungibile in auto, treno o autobus.

Il corso fornisce nozioni tese a migliorarne le conoscenze sul miele (produzione, caratteristiche, tecnologia, legislazione e promozione) e a introdurre il corsista alla pratica dell’analisi sensoriale. La metà del corso è riservata a prove pratiche e a esercizi di degustazione, sull’identificazione dei principali monoflora italiani.

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Il corso è a numero chiuso e verrà attivato al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti. 

Per il corso è stato chiesto il riconoscimento all’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele, per ottenere l’attestato finale è necessario frequentare il 75% del totale delle lezioni. Obbligatoria la frequenza la mattina di domenica 2 luglio. 

Il pranzo e il pernottamento sono liberi, a carico dei partecipanti.

PREISCRIZIONE ENTRO VENERDI 15 GIUGNO CLICCANDO AL SEGUENTE LINK

I soci riceveranno una email con le informazioni necessarie per partecipare.

Per ulteriori informazioni contattate la segreteria in orario di apertura.

Osservatorio Nazionale Miele: comunicato allerta apicoltura primavera 2023

Sulla base delle informazioni raccolte negli ultimi giorni e delle criticità già emerse con la rilevazione del mese di aprile,
l‘Osservatorio Nazionale Miele ha emanato un primo comunicato sulla situazione di difficoltà che il settore sta attraversando.
Con la rilevazione di maggio, che uscirà ai primi di giugno, l’osservatorio avrà un ulteriore stima quantitativa dei danni registrati sul territorio nazionale.

5 e 12 maggio: alla scoperta del miele con degustazioni a Siena e Pisa

Dopo il successo dello scorso 20 aprile continuano gli incontri dedicati a conoscere e degustare il miele di qualità.

Le iniziative sono rivolte anche a coloro che non sono apicoltori ma che hanno il piacere di avvicinarsi al mondo del miele…spargete la voce!

Report fine maggio 2020 – prime stime produttive negli areali toscani

report fine maggio 2020Acacia
Si è fatta attendere ma la fioritura di robinia in collina e in quota ha finalmente prodotto nettare.
Siamo ben lontani da produzioni considerevoli ma, in seguito ad un inizio stagione altamente negativo con siccità e ritorni di freddo, tornare a vedere del miele di acacia nei melari ha fatto tornare il sorriso a molti apicoltori.

Report metà marzo 2020 – stagione in partenza tra sole, emergenze e ritorni di freddo

report prima met di marzoIn questo periodo di emergenza in cui tutto appare in secondo piano di fronte al Corona Virus chiediamo di limitare allo stretto necessario le visite agli apiari.
Malgrado tutto l’annata apistica sta entrando nel vivo e cerchiamo di fare una panoramica sull’andamento stagionale grazie al contributo dei nostri soci che sono potuti andare in apiario.

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